La Terra dei bambini

tommaso

Versione integrale dell’articolo che gli amici del Gruppo Astrofili di Padova mi hanno chiesto di scrivere per il bollettino dell’associazione che puoi trovare qui.

Il contadino sa che la terra da coltivare non è sempre uguale. Ogni terra va trattata nel modo a lei più appropriato: c’è quella secca, quella umida, quella ricca di sali minerali, quella contaminata…

Il contadino la riconosce e la cura con pazienza fino a quando, fertile, darà i suoi frutti.

Raccontare l’astronomia ricorda molto il contadino e la sua terra: ci sono diversi tipi di pubblico – quello timido, quello disinteressato, quello partecipe, quello curioso, … – e il desiderio di chi racconta è portare chiunque ascolti a catturare il fascino e le bellezze dell’astronomia.

Ma chi ha la fortuna di farlo con i bambini sa di avere davanti a sè un pubblico privilegiato: non solo si stupiscono per ciò che viene detto, ma quanto non viene detto è subito riempito dalla loro meravigliosa fantasia! E questo è tanto più amplificato quanto più giovane è la loro età.

Ma che effetto avrebbe fatto parlare ad un intero asilo comunale? Sapevo che mi sarei divertito, ma mai avrei pensato così tanto!

All’inizio di questa primavera sono stato invitato presso una scuola d’infanzia e la sfida si è presentata ardua fin da subito: un’intera mattinata a parlare di astronomia a 60 bambini di tre, quattro e cinque anni!

Esperienza pregressa? Nessuna. Zero totale. Ma quale occasione migliore per provare a divertire e affascinare?

Ore 9.00: proiettore puntato verso il muro, tapparelle abbassate e bambini seduti su grandi materassi colorati. Piccolo show astronomico di 10 fotografie: la Terra, la nostra casa; il Sole, la nostra stella; Mercurio, che assomiglia alla Luna; Venere, che a volte si vede di sera e a volte di mattina; Marte, dove ci sono i robottini e che è tutto rosso; Giove, il più grande di tutti gli altri messi insieme; Saturno, che ha più anelli della mamma; Urano, che sembra una biglia; Nettuno, che sembra un’altra biglia; Plutone, che è piccolo piccolo e lo chiamano pianeta-nano.

Un successo: giovani boati di euforia ed applausi ad ogni fotografia! 1

Ore 9.30: finestre spalancate, profumo di primavera e tantissimo sole che illumina la stanza. Momento “Giocastronomia” (… d’altra parte bisogna pure inventarsele, no?): missione “Capire il giorno e la notte”.

Divisione a gruppi più piccoli e recitazione: uno fa il Sole, uno fa la Terra e gli altri fanno le stelle. 2

Le stelle sono tutte intorno ma… possiamo vederle se sono “dietro” al Sole? No! C’è il Sole che ci acceca, ecco perché non le vediamo di giorno. Ma poi la Terra gira – e tutti i bambini “Terra” giravano su se stessi – ed il Sole va alle spalle e non lo si vede più… ecco le stelle!

Ore 10.30: pausa merenda per tutti i bambini ed una bella brioche per il relatore.

Ore 10.45: i bambini vogliono riprendere subito ma le maestre sentenziano altri 15 minuti di pausa.

Ore 11.00: si riparte, ecco un altro applauso, la soddisfazione continua a salire. Continua il Dario-Giocastronomia: bambini divisi ancora in gruppi e si gioca al “Sistema Solare”!

“Vi ricordate come è fatto il sistema solare?”
Un bambino fa il Sole e gli altri i pianeti.

Qualche bambino in difficoltà: viene prima Marte o Giove? Saturno o Venere? Ma immediatamente qualche astro-bambino esperto arriva in aiuto e lo mette in posizione.

“I pianeti stanno fermi o si muovono attorno al Sole?”
Un coro di voci bianche: “si muooovono attooorno al Sooole”.

“E lo fanno in modo disordinato – come tanti bambini che corrono in una stanza – o in modo ordinato?”
E ancora, tutti insieme: “in mooodo ordinaaato”.

E così tutti i bimbi-pianeti iniziano a muoversi attorno a ciascun bimbo-sole e si accorgono che il più distante deve camminare molto di più e quindi impiega molto più tempo per fare un giro completo attorno al Sole: una delle tre leggi di Keplero è appena emersa… davvero incredibili i bambini!

Ore 12.00: un invitante profumo di pastasciutta sale per le scale, è ora di finire. Il sole splende alto nel cielo e i bambini hanno capito come mai quando andranno a letto non ci sarà più; ma sanno che sarà lì a dare loro il buongiorno appena si sveglieranno nei loro piccoli lettini la mattina dopo.



Lezioni imparate

  1. 60 bambini hanno molta più energia di un relatore 29enne;
  2. i bambini dovrebbero tenere corsi di motivazione ed applauso agli adulti;
  3. non esistono bambini a cui non piace l’astronomia;
  4. le “sfide” con i bambini non sono delle sfide, ma delle avventure da vivere insieme;
  5. i bambini sono la terra più fertile, quella dai frutti migliori: curiamola e ci coinvolgerà nel suo più grande successo.

Note:

1. Ecco una cosa che non sapevo: le maestre insegnano ai bambini ad esprimere la loro gioia e felicità battendo le mani! Decisamente un applauso più comunicativo e spontaneo rispetto a quelli formali degli adulti, una differenza che si sente anche ad orecchio!
2. Non vi dico i sorrisi quando chiedevo “che faccia fa il Sole? e la Terra? e le Stelle?”: tantissime smorfie tenerissime e divertenti!

Disegno fatto da Tommaso, un astrobambino già molto appassionato!




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