Annunciata la scoperta del bosone di Higgs

Aggiunto da Dario in Fisica il 4 luglio 2012

Annunciata la scoperta del bosone di Higgs

Oggi è un giorno importante. Molti erano già in coda durante la notte. C’è chi ha dormito steso a terra, chi ha preferito chiacchierare in compagnia fino all’alba.

Oggi non è semplicemente il giorno dedicato alla memoria della Dichiarazione di Indipendenza del 1776, è il giorno in cui il CERN annuncia il risultato degli esperimenti alla ricerca del bosone di Higgs.

Questa particella è stata finora il tassello mancante del Modello Standard, la teoria che descrive sia le particelle fondamentali di cui noi – ed ogni cosa visibile nell’universo – siamo fatti, sia le forze che agiscono tra di loro. Venne ipotizzata negli anni 60 dal fisico Peter Higgs nel tentativo di risolvere il problema di come i corpi e le particelle possano avere una massa senza rendere inconsistenti le equazioni previste dal modello, che per il resto aveva sempre funzionato molto bene.

Dall’analisi dei dati acquisiti a seguito di miliardi di scontri protone-protone operati da LHC negli ultimi due anni, gli esperimenti ATLAS e CMS hanno trovato forti evidenze della presenza di una nuova particella nella regione di massa di 125-126 GeV.

Tale massa risulta essere molto simile a quella prevista dalle equazioni del Modello Standard, ed è quindi un’ottima candidata per aggiudicarsi il famoso podio di tassello mancante. Le osservazioni mostrano anche il decadimento della particella, anch’esso pienamente previsto dalla teoria.


Foto di Marco Delmastro

La “qualità” del risultato è ciò che in gergo viene definito 5 sigma: in pratica c’è solo una probabilità su 5 milioni che il risultato sia frutto di fluttuazioni statistiche. Solitamente un risultato con precisione di 3 sigma è già un ottimo risultato, 5 sigma indica che siamo di fronte ad una scoperta vera e propria.

“I risultati sono preliminari, ma il segnale attorno a 125 GeV con 5 sigma è chiaro: si tratta di una nuova particella. Sappiamo che deve essere un bosone ed è il più pesante mai trovato”, dice il portavoce dell’esperimento CMS Joe Incandela. “Le implicazioni sono molto significative ed è per questo che dovremo essere estremamente diligenti su tutti gli ulteriori studi e sulle verifiche”.

I risultati oggi pubblicati sono ancora preliminari, l’analisi completa dovrebbe arrivare già entro la fine del mese. Il prossimo passo sarà determinare la precisa natura della particella ed il suo ruolo nella comprensione dell’universo.

Tutto questo rimane oggi dominio della fisica e della tecnologia di frontiera; chissà quali scenari e applicazioni vedranno la luce a seguito dei risultati annunciati oggi dal CERN. A noi non resta altro che aspettare e sognare.



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